Il Messaggero Veneto — 04 agosto 2008 pagina 13
Si è ricostituito il Partito socialista, con lo svolgimento dei relativi congressi, a livello nazionale e locale. Qualcuno forse si chiederà se questo partito ha ragione d’essere, dopo la débâcle elettorale, che ha travolto il centro-sinistra e fatto scomparire i partiti minori, in un momento in cui l’elettorato preme per la semplificazione del quadro politico e non sostiene battaglie puramente identitarie. Al di là dell’ovvia considerazione che la possibilità delle minoranze di essere rappresentate è uno dei cardini della democrazia rappresentativa, il pensiero politico socialista ha una sua peculiarità, in sé e per sé fortemente sentita – anche se non articolata nei contenuti – da molti, che continuano a definirsi socialisti, anche stando al di fuori del Partito socialista e magari albergando in partiti più strutturati, dal Pd a Forza Italia, in sede nazionale e locale, con incarichi di notevole rilievo. È questa peculiarità, che nei propositi ideali dei suoi sostenitori si caratterizza per la difesa della dignità umana di fronte ai più forti e della stessa comunità (di qui la dizione socialismo liberale), e l’attualità della medesima che ne legittimano l’esistenza, al di là di un passato di oltre centodieci anni di storia di battaglie per la libertà e la giustizia (non parliamo di un partito personale o a tema) al di là del fatto che in tutta Europa i progressisti si ritrovano nel Pse, cioè nel Partito socialista europeo. Se nel nostro paese così non è e il Pd di recente costituzione non riesce a definire una propria identità e a far decollare i riformisti ciò è dovuto proprio all’assenza nel suo ambito di un significativo spazio per la cultura politica socialista, che nei decenni passati ha dato un forte contributo al rinnovamento del paese. Potremmo dire, citando una canzone di Guccini, che il Pd è molto ma non è abbastanza, occorre un nuovo e più ampio polo riformista, capace di un’opposizione costruttiva e propositiva.Se Brunetta, Sacconi o Tondo assumono delle iniziative positive, inutile sostenere il contrario, l’opposizione si deve concretizzare in proposte alternative; v’è tutta una serie di temi che questa maggioranza non considera in alcun modo e su cui la sinistra può dare battaglia. Si noti che nessuno parla più della riduzione dei costi della politica (del numero dei parlamentari e delle prebende agli stessi e ad altri riconosciute post mandato), men che meno si parla di diritti civili, della tutela delle coppie di fatto, del testamento biologico, della semplificazione della costosa procedura di divorzio, eppure i diritti civili (vedi la Spagna) sono motore del rinnovamento della società anche in altri campi, si parla di giustizia, per i problemi del Cavaliere, non della divisione delle carriere, che renderebbe per tutti più equo il processo penale, ci si preoccupa della crisi della nostra economia, che è strettamente legata al problema dell’energia, ma non si pensa a un piano energetico che tenga conto della realtà, solare e fotovoltaico non possono decollare finché gli impianti costano così cari, si parla di ritorno al nucleare, ma non si dice di che tipo e i tempi per ottenere l’autorizzazione all’apertura di una centrale idroelettrica a caduta restano biblici, in materia di lavoro flessibilità e precarietà, al di là delle parole, sono diventate l’una il risvolto dell’altra, ha ragione il professor Ichino, occorrerebbe una semplificazione, un unico rapporto di lavoro subordinato, a termine o a tempo indeterminato, accompagnata dalla rivisitazione di certe garanzie di stabilità che sono purtroppo fuori del tempo e puntare alla creazione di uno Stato sociale di terza generazione, sostenibile e rapportato alle nuove esigenze di sostegno. Nella nostra regione si apre la questione dell’Università di Udine, su cui si deve essere estremamente fermi, si tratta di una conquista per il nostro territorio sulla quale non si deve tornare indietro, uno strumento per lo sviluppo del Friuli, che deve restare in mano pubblica.* Segretario regionale del Partito socialista
venerdì 8 agosto 2008
lunedì 4 agosto 2008
Eutanasia ed etica, sinergie fra i gruppi radicale e socialista
Eutanasia ed etica, sinergie fra i gruppi radicale e socialista
Messaggero Veneto — 25 luglio 2008 pagina 07 sezione: REGIONE
UDINE. Dall’anagrafe pubblica degli eletti (grazie alla quale ogni cittadino può sapere tutto di chi lo governa) alle decisioni di fine vita, eutanasia compresa: parte in Friuli Venezia Giulia la sinergia fra radicali e socialisti che si sono incontrati per un primo vertice sulle sinergie dei due gruppi. All’incontro hanno partecipato Luca Osso (Presidente della cellula Coscioni Fvg), Lorenzo Cenni (Tesoriere dell’associazione “Trasparenza è Partecipazione” di Gorizia), Franco Giunchi, segretario regionale del partito socialista, Luca Taddio, responsabile per il rinnovamento del partito socialista e membro del comitato nazionale dei radicali e Valter Beltramini, il referente di Udine per il partito radicale. «Sono stati trovati molti punti comuni su diverse battaglie – spiegano i rappresentanti dei due gruppi – sulla battaglia per i diritti civili dal riconoscimento delle coppie di fatto, all’abbreviazione delle procedure per il divorzio, sulla giustizia, sulla laicità e libertà di ricerca scientifica, testamento biologico ma anche piena sintonia sull'idea di un’anagrafe pubblica degli eletti».Tra i prossimi appuntamenti comuni un tavolo di discussione sul Tibet e la conferenza prevista a Udine in data 11 ottobre che toccherà i temi inerenti alla libertà di ricerca scientifica. «A cominciare da settembre si è deciso di avviare degli incontri a scadenza regolare per un lavoro congiunto aperto a tutti i riformisti».
Messaggero Veneto — 25 luglio 2008 pagina 07 sezione: REGIONE
UDINE. Dall’anagrafe pubblica degli eletti (grazie alla quale ogni cittadino può sapere tutto di chi lo governa) alle decisioni di fine vita, eutanasia compresa: parte in Friuli Venezia Giulia la sinergia fra radicali e socialisti che si sono incontrati per un primo vertice sulle sinergie dei due gruppi. All’incontro hanno partecipato Luca Osso (Presidente della cellula Coscioni Fvg), Lorenzo Cenni (Tesoriere dell’associazione “Trasparenza è Partecipazione” di Gorizia), Franco Giunchi, segretario regionale del partito socialista, Luca Taddio, responsabile per il rinnovamento del partito socialista e membro del comitato nazionale dei radicali e Valter Beltramini, il referente di Udine per il partito radicale. «Sono stati trovati molti punti comuni su diverse battaglie – spiegano i rappresentanti dei due gruppi – sulla battaglia per i diritti civili dal riconoscimento delle coppie di fatto, all’abbreviazione delle procedure per il divorzio, sulla giustizia, sulla laicità e libertà di ricerca scientifica, testamento biologico ma anche piena sintonia sull'idea di un’anagrafe pubblica degli eletti».Tra i prossimi appuntamenti comuni un tavolo di discussione sul Tibet e la conferenza prevista a Udine in data 11 ottobre che toccherà i temi inerenti alla libertà di ricerca scientifica. «A cominciare da settembre si è deciso di avviare degli incontri a scadenza regolare per un lavoro congiunto aperto a tutti i riformisti».
«Dialogo col centro-sinistra per le amministrative 2009»
«Dialogo col centro-sinistra per le amministrative 2009»
Messaggero Veneto — 17 luglio 2008 pagina 08 sezione: REGIONE
GRADISCA D’ISONZO. Un’assoluzione per Illy, che «non aveva governato male ma, più di ragioni locali, ha risentito probabilmente di un vento nazionale che ha trascinato violentemente il centrodestra, ha pagato anche lui una vicenda nazionale che aveva come centro un giudizio negativo degli italiani verso il governo Prodi»; voto rinviato per la giunta Tondo («troppo poco tempo per giudicarla»). Ma anche decisione nell’indicare il momento del riscatto: «Noi andremo molto bene, anche in questa regione, alle elezioni amministrative, che sono il prossimo appuntamento, anzi il primo appuntamento importante che ci siamo dati. Con un obiettivo: riportare il partito tra la gente».È la panoramica sulla politica regionale fatta ieri, all’enoteca La Serenissima di Gradisca, dal neo-segretario nazionale del partito socialista, Riccardo Nencini, che nella regionale del “tour” nazionale, non ha mancato di “spingere” i socialisti verso il lavoratore e il consumatore «creando un nuovo statuto del lavoro per il mondo del precariato e muovendoci per restituire denaro ai cittadini attraverso un progetto che stiamo facendo sulle bollette delle famiglie italiane dove, togliendo semplicemente le voci improprie, si potrebbe arrivare a un risparmio annuo per famiglia di circa 500 euro, senza dimenticare la scuola italiana». Opposizione decisa, invece, quella annunciata da Nencini sulle proposte di Veltroni e di Berlusconi di riforma della legge elettorale per le europee «sembrano scritte assieme. Il Pd ha lanciato l’ipotesi dello sbarramento del 3%, Berlusconi risponde dicendo il 4: lo sbarramento sembra concepito apposta per consentire ai due grandi di dividersi le spoglie di tutti gli altri partiti. Combatteremo queste proposte e proporremo di non mettere nessuno sbarramento, di lasciare la legge elettorale esattamente com’è perchè il Parlamento europeo non risponde a questa logica in quanto è un’assemblea, non un Governo».Nel corso dell’incontro-dibattito con i socialisti regionali (presenti il segretario regionale Franco Giunchi e i vice-segretari Giorgio Riva e Rosanna Rovere), tuttavia, unitaria la posizione e le richieste dei 4 segretari provinciali che, raccogliendo le proprio dichiarazioni di Giunchi (che aveva paventato possibili avvicinamenti a “Cittadini” e Italia dei Valori), hanno espresso perplessità ma anche chiesto chiarimenti sulle possibili alleanze per le prossime amministrative che, in Regione, «interesseranno circa un centinaio di Comuni e la Provincia di Pordenone. Se ci sarà consentito il dialogo con il Pd è percorribile, più difficile la discussione con i “Cittadini” perchè siamo distanti da Di Pietro e non possiamo dimenticare che qui sono nello stesso gruppo».Marco Ceci
Messaggero Veneto — 17 luglio 2008 pagina 08 sezione: REGIONE
GRADISCA D’ISONZO. Un’assoluzione per Illy, che «non aveva governato male ma, più di ragioni locali, ha risentito probabilmente di un vento nazionale che ha trascinato violentemente il centrodestra, ha pagato anche lui una vicenda nazionale che aveva come centro un giudizio negativo degli italiani verso il governo Prodi»; voto rinviato per la giunta Tondo («troppo poco tempo per giudicarla»). Ma anche decisione nell’indicare il momento del riscatto: «Noi andremo molto bene, anche in questa regione, alle elezioni amministrative, che sono il prossimo appuntamento, anzi il primo appuntamento importante che ci siamo dati. Con un obiettivo: riportare il partito tra la gente».È la panoramica sulla politica regionale fatta ieri, all’enoteca La Serenissima di Gradisca, dal neo-segretario nazionale del partito socialista, Riccardo Nencini, che nella regionale del “tour” nazionale, non ha mancato di “spingere” i socialisti verso il lavoratore e il consumatore «creando un nuovo statuto del lavoro per il mondo del precariato e muovendoci per restituire denaro ai cittadini attraverso un progetto che stiamo facendo sulle bollette delle famiglie italiane dove, togliendo semplicemente le voci improprie, si potrebbe arrivare a un risparmio annuo per famiglia di circa 500 euro, senza dimenticare la scuola italiana». Opposizione decisa, invece, quella annunciata da Nencini sulle proposte di Veltroni e di Berlusconi di riforma della legge elettorale per le europee «sembrano scritte assieme. Il Pd ha lanciato l’ipotesi dello sbarramento del 3%, Berlusconi risponde dicendo il 4: lo sbarramento sembra concepito apposta per consentire ai due grandi di dividersi le spoglie di tutti gli altri partiti. Combatteremo queste proposte e proporremo di non mettere nessuno sbarramento, di lasciare la legge elettorale esattamente com’è perchè il Parlamento europeo non risponde a questa logica in quanto è un’assemblea, non un Governo».Nel corso dell’incontro-dibattito con i socialisti regionali (presenti il segretario regionale Franco Giunchi e i vice-segretari Giorgio Riva e Rosanna Rovere), tuttavia, unitaria la posizione e le richieste dei 4 segretari provinciali che, raccogliendo le proprio dichiarazioni di Giunchi (che aveva paventato possibili avvicinamenti a “Cittadini” e Italia dei Valori), hanno espresso perplessità ma anche chiesto chiarimenti sulle possibili alleanze per le prossime amministrative che, in Regione, «interesseranno circa un centinaio di Comuni e la Provincia di Pordenone. Se ci sarà consentito il dialogo con il Pd è percorribile, più difficile la discussione con i “Cittadini” perchè siamo distanti da Di Pietro e non possiamo dimenticare che qui sono nello stesso gruppo».Marco Ceci
martedì 15 luglio 2008
sabato 14 giugno 2008
Rita Bernardini - Mauro Del Bue. dopo Chianciano. Temi e Prospettive Politiche - UDINE

dopo Chianciano. Temi e Prospettive Politiche
Venerdì 20 giugno. alle ore 19.00 a Udine
Hotel Astoria Italia, Piazza XX Settembre, 24
Rita Bernardini - Mauro Del Bue
Coordina - Giorgio C. Riva / Introduce - Luca Taddio
INFO: e-mail: comitatoudine@partitosocialistafvg.eu / Valter Beltramini, cel. 3290238228
e-mail: valter.beltramini@fastwebnet.it
Iscriviti a:
Post (Atom)
